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VALIGIE DI CARTONE, "The Italian Dream"

Un film di Germano Di Mattia, progetto a cura della associazione culturale OMNIA, scritto e diretto da Germano Di Mattia. Contattare l'autore per ordinare una copia del film.

Il film documentario "Valigie di cartone" è un mosaico di un'Italia che non c'è più... Ricordi e testimonianze di italiani in Italia e nel Mondo in merito al fenomeno dell'emigrazione. Filmati degli anni 40 pre-guerra e dopo guerra, anni '50, anni '60, tutti rigorosamente proposti come se fossero filmati originali dell'epoca ma in realtà girati nell'estate del 2003 tra Roma e l'Abruzzo, i Paesi stranieri coinvolti con interviste e fotografie sono: Australia, Nuova Zelanda, Canada, Francia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti d'America, Argentina, Brasile, Sud Africa, Venezuela, Uruguay, Cile, Perù, i paesi nei quali le comunità di italiani sono più numerose.

Inizialmente il progetto aveva il titolo di "Abruzzamerika" che doveva essere un ritratto collettivo di abruzzesi d'America di successo, come Dean Martin, Rocky Marciano, Patty Lupone, Madonna Ciccone, Perry Como ed Henry Mancini, tutti personaggi che con il loro lavoro hanno dato lustro al mondo intero e alla terra d'Abruzzo per esserne originari. Questa scelta di "Abruzzamerika" era stata fatta in quanto il regista Germano Di Mattia essendo figlio e nipote di emigranti ed abruzzese, aveva notato l'assenza di documentazioni filmiche in questo senso nella sua regione di appartenenza. Considerando però che l'emigrazione non è stato un fenomeno solo abruzzese ma italiano si è cercato di narrare quindi "l'emigrazione" parlando di tutti gli emigranti italiani ed in particolare di quelli abruzzesi.

Emigranti L'Abruzzo difatti tra il 1901 e il 1920 detiene il record assoluto degli espatrii medi annui per mille abitanti, che collocano la regione al primo posto nella graduatoria tra le regione italiane in termini di partenze di persone. Gli italiani che partivano si dirigevano soprattutto verso gli Stati Uniti D'America, dove si formarono veri e propri quartieri detti "Little Italy" e poi nei paesi dell'America Latina, in special modo in Argentina, dove buona parte della popolazione attuale è di origine italiana.

Si pensi che nel solo periodo 1901-1903 quando il fenomeno toccò le punte massime, lasciarono l'Italia più di 8 milioni di persone, con una a media di oltre 600 mila all'anno. Due elementi portarono nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale a diminuire se non a eliminare i flussi migratori:le fortissime restrizioni poste dal Governo statunitense e la politica del governo italiano.La miseria aumentò e per sfuggirne molti furono costretti ad emigrare temporaneamente o definitivamente con la speranza di migliorare le proprie condizioni di vita.

L'Italia quindi per la condizione di povertà delle sue risorse e la quasi assenza di iniziative economiche, è stata per oltre un secolo, dal 1861 fino agli anni 70, terra di emigrazione; si stima che siano espatriati circa 22 milioni di italiani, provenienti soprattutto dal Sud. I flussi migratori verso l'estero ripresero a partire dal secondo dopoguerra; l'emigrazione però non si volse più verso l'America solamente ma soprattutto verso la Germania Occidentale, la Francia, il Belgio, la Svizzera, la Gran Bretagna, in Europa e oltreoceano verso il Venezuela, l'Uruguay, il Brasile, il Canada, l'Australia.

Nei primi anni '80 poi un fenomeno nuovo in Italia, il fenomeno dell'emigrazione si capovolge e l'Italia diventa un paese che accoglie emigranti. Persone che arrivano dalle aree più disagiate dell'Africa, dell'Asia, e dell'America Latina.

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