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AbruzzoAmerica: Introduzione

AbruzzoAmerica Scritto da Dom Serafini and Generoso D'Agnese, il libro è in italiano.
AbruzzoAmerica è un titolo che si presta poiché indica il contributo degli abruzzesi in America e anche la vicinanza tra i due popoli. Mentre è relativamente facile descrivere i meriti che gli abruzzesi si sono conquistati in America, è molto difficile elencare tutto ciò che gli abruzzesi emigrati o trasferitisi negli Stati Uniti hanno fatto per l'Abruzzo. Oltre al prestigio portato ad una regione poco conosciuta persino in Italia, gli abruzzesi in America hanno contribuito alla ricchezza economica e spirituale della loro regione d'origine. È con la cosiddetta "valuta estera" che gli abruzzesi hanno costruito case, acquistato auto e creato posti di lavoro. Questo aspetto è oggi quasi dimenticato e, con l'arrivo del benessere, pochi ci tengono a documentarlo.

La popolazione abruzzese all'estero supera oggi di gran lunga quella della regione, essendo la popolazione della stessa inferiore perfino a quella della città di Roma. Guardando il quadro nazionale ed internazionale, scopriamo che alcuni abruzzesi sono diventati delle "top star" del cinema, televisione e musica, degli economisti a livello Nobel, e ancora professori universitari di alto calibro, industriali che dettano le regole del mercato, intellettuali entrati nella storia della letteratura, scienziati che danno i loro nomi alle scoperte. Poi ancora: giornalisti, politici, magistrati, dottori, sindacalisti, banchieri, ecc. Un altro aspetto curato da AbruzzoAmerica è la riscoperta di questa bellissima regione. Oggi sentirsi un "pastore abruzzese" è motivo di orgoglio anche in Italia se si pensa che tanti di questi figli di "pastori" oggi - tralasciando i nomi storici della regione - sono in posizione di governo (Gianni Letta, Nino Sospiri), in Rai (Bruno Vespa), siedono in Parlamento (Giovanni Dell'Elce, Sabatino Aracu, Andrea Pastore, Ottaviano Del Turco, Franco Marini, solo per citarne alcuni ), ricoprono incarichi di prestigio (Alessandro Pace, costituzionalista),e guidano partiti e movimenti (Marco Pannella), primeggiano negli sport (Danilo De Luca, Jarno Trulli).

L'Abruzzo è stato però rivalutato più energicamente dai suoi figli all'estero (che non si possono chiamare stranieri). Mentre tempo fa sentirsi italiani era per essi controproducente, oggi è diventato di moda e molti (specialmente chi porta un cognome straniero) fanno di tutto per dimostrare apertamente la loro origine abruzzese. A parte l'aspetto sociale e psicologico, rivalutare l'Abruzzo è una specie di sfida con la Toscana, la regione italiana più amata e gettonata dagli stranieri. Per un abruzzese, la nostra regione ha tutto ciò che ha la Toscana, anzi molto di più: il Parco Nazionale con gli animali di specie unica in tutta l'Europa (basti ricordare l'orso marsicano e lo splendido Camoscio d'Abruzzo), la più alta vetta dell'Appennino, spiagge ampie e pulite, colline dolci. Per non dimenticare i suoi prodotti tipici: dal Montepulciano d1Abruzzo alla pasta alla chitarra, dal brodetto di pesce ai formaggi pecorini. E anche molta arte e cultura. Oltre ad un sistema di vie di comunicazione da far invidia e la buona indole dei suoi abitanti.

È con questo spirito che, con la collaborazione di Generoso D'Agnese da Pescara, rammento settimanalmente da New York ai lettori de Il Messaggero il contributo degli abruzzesi d'America ed il valore dell'Abruzzo. Dopo circa due anni, una parte dei personaggi trattati nella rubrica AbruzzoAmerica vengono raggruppati in un libro che l'editore Lupetti ha deciso di pubblicare.

Dom Serafini, New York, 30 maggio 2002

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