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Nonna e la Lupa

" Ho così tanti racconti preziosi della mia nonna Rachele che ho preso la decisione di raccoglierli in un libricino ..... ma intanto vorrei condividerli con voi. Invece che racconti penso che si dovrebbe parlare piuttosto di "cronache" di reali eventi storici"..
"Ciò che sto per raccontare avvenne mesi prima che mia nonna Rachele abbandonasse la sua cittadina natale di Castelguidone in Provincia di Chieti con mia madre Aurora per riunirsi al resto della famiglia che aveva già cominciato ad emigrare dodici anni prima... (Mia nonna è morta il 28 marzo 1950)". Autrice: Rachele Lozzi - 28 marzo 2001.
Era l'anno 1920...... Sul finire dell'estate del 1920 mia nonna finalmente ricevette la notizia che lei e la figlia undicenne sarebbero salpate sulla Princess Matoika nel febbraio 1921 per l'America.... New York City.... per riunirsi al resto della famiglia, composta dal marito, un figlio e due altre figlie. Ella cominciò i preparativi per la partenza. I campi avevano bisogno di cure, e si accordò per affidarli a dei parenti... fece lo stesso per la casa e tutti i suoi averi. Sebbene la famiglia si fosse già trasferita in America da dodici anni, lei progettava di tornare alla sua casa, in futuro.

Era settembre, e c'era tanto lavoro da fare per il raccolto.... Andando nei campi si accorse di essere osservata dai confini della proprietà e con sua grande sorpresa l'osservatore era una lupa.... Aveva già incontrato altre volte quest'animale in particolare, e non ne aveva paura.... infatti l'aveva anche cominciata a chiamare "Donna". La lupa era lì quando mia nonna arrivava, la mattina presto, e se ne andava assieme a lei, dopo il mezzogiorno. Un giorno si accorse che la lupa era incinta e provò compassione per l'animale, rendendosi conto che i cuccioli sarebbero nati d'inverno.... l'inverno che da queste parti era rigidissimo. Espresse i suoi pensieri ad alta voce, dicendo alla lupa.... "Povera creatura -- i tuoi piccoli non potranno sopravvivere al crudele inverno".

Settembre finì e venne ottobre, poi novembre e dicembre..... Agli inizi di dicembre ci fu una grande nevicata e i cumuli di neve raggiungevano il secondo piano della casa. Una sera, mentre preparava la camera da letto al piano superiore per sè e la figlia.... sentì qualcosa muoversi nell'ingresso..... e con sua grande meraviglia vide quattro lupetti appena nati vicino alla porta della sua camera da letto e la coda e la schiena di Donna, la lupa, sparire attraverso il passaggio alla fine dell'ingresso che portava all'esterno. Era perplessa sul da farsi.... I lupi non erano ben accetti in paese e certo se qualcuno fosse venuto a sapere della loro presenza, i lupetti sarebbero stati in pericolo. Così raccomandò a mia madre di non dire assolutamente niente a scuola il giorno dopo. Sarebbe stato il loro segreto.

Per tutto l'inverno tenne i lupetti vicino al caminetto a pianterreno.... dove venivano allattati dalla capra Angelina e giocavano con i tre gatti. Crescevano ed erano in perfetta salute. Agli inizi di febbraio mia nonna cominciò a preoccuparsi perchè si avvicinava il giorno della loro partenza per l'America. Una mattina svegliandosi si accorse che la casa era molto silenziosa.... aprendo la porta della sua camera da letto riuscì a vedere Donna che portava via l'ultimo lupetto, voltandosi a guardarla con uno sguardo speciale che, a detta di mia nonna, significava "Grazie". Quella sera mia nonna sentì il canto di Donna e si sentì certa che fosse un canto di Ringraziamento.... perchè i suoi piccoli erano sani e salvi ed in perfetta salute. Mia nonna aveva chiamato i quattro lupetti Chi, Quando, Dove e Perché. Occuparsi di loro era stata una grande consolazione mentre si preparava a partire... Stava per lasciare la terra dei suoi antenati, la terra dove avevano vissuto da tempo immemorabile, per andare in una terra lontana..... un altro mondo si cui sapeva molto poco. Aveva bisogno di tutto il coraggio che poteva trovare e aveva capito che i ricordi l'avrebbero aiutata molto nella nuova terra.

Quando chiuse la porta della sua casa e cominciò il viaggio verso il nuovo mondo con la figlia non poteva sapere che non sarebbe tornata mai più. Questo racconto è uno dei tanti che lei ci narrava mentre, molti anni dopo, crescevamo in Brooklyn, nella sua casa vicino all'oceano che la separava dalla sua terra natale.

Scritto in inglese da Rachele Lozzi, tradotto in italiano da Elena Foresti.
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